Come va.

~Come va?

Lo stomaco è a pezzi,
Il cuore sobbalza.
Immagino ci sia troppa vita qui dentro.
~Forse dovresti solo liberartene?
Farla uscire fuori?
E poi…cosa mi resterebbe?
Questo senso di nausea
mi fa chiudere i canali di comunicazione.
Non mi va e non posso.
Ho troppo disordine
e disgusto da vendere.

~Allora mangia qualcosa!
Il mio stomaco mangia se stesso.
La vita comincia e la vita finisce.
Tutto qui, tutto nel mio stomaco.

Ossigeno urbano

Cammino
e mentre cammino,
respiro
e mentre respiro,
Vivo.
Vivo di ossigeno
di auto e motori,
di combustibili
e sostanze nere.
Vivo di foglie invisibili
che cadono e cadono
sul fondo dei miei polmoni.
Cammino, respiro, vivo,
e nel mentre
le mie narici si incendiano
e, brucianti, si consumano,
corrose da un’aria scelta
da altri per me.

Tinto

Sei venuto a trovarmi
senza un goccio di vino,
senza un calice da porgermi,
col silenzio tra le mani,
l’aria mesta e il capo chino.
Sei venuto senza portare
un colore, un profumo, un sapore.
La trasparenza è per vedere la realtà,
il nero è per immaginare mondi,
case, alberi,  al di fuori di questi confini.
Desideravo l’odore forte,
intenso, che penetra
e addolcisce.
Sei venuto a trovarmi
senza un goccio di vino,
e io avevo bisogno di ridere.

Acido

Passano minuti, ore,
giorni e mesi
e non trovo una risposta.

Tutto quel tempo
sprecato
pensando,
mordendomi,
sforzandomi di capire:
perché?

Mentre tu
penserai ad altro.
Mentre tu
avrai rimosso,
cancellato,
oscurato
ogni traccia delle tue promesse.
Via.
Avrai lucidato,
sì,
ogni macchia dei tuoi errori.

La tua indifferenza
è acido solforico:
brucia, divora, corrode.
Mi consuma,
lentamente,
stomaco, cuore, mente.

E tu non ti accorgi di niente.

 

Acido.

 

 

 

Da Pensieri lontani, 20 settembre 2010